Le maioliche rinascimentali di Castrocaro

Dal Aprile 02, 2017 17:32 fino al Novembre 26, 2017 19:32
Organizzato da Pro Loco Castrocaro Terme
Categorie: Mostre temporanee
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Il borgo medievale di Castrocaro, e la sua imponente Fortezza, stanno restituendo, nel corso degli ultimi decenni, una grande quantità di ceramiche e maioliche di epoca medievale e rinascimentale, che mostra i collegamenti commerciali che a quell’epoca la cittadina in riva al fiume Montone intratteneva con località come Faenza, Rimini, Pesaro, Urbino e Ferrara.
Tali reperti sono oggi esposti nella Rocca di Castrocaro, in una mostra curata dallo studioso e ricercatore Elio Caruso, direttore del complesso museale.
Assai significative le ceramiche rinvenute in grande quantità nella Fortezza di Castrocaro durante gli interventi di recupero che si sono effettuati nel corso degli ultimi anni, tangibili testimonianze della vita all'interno della fortezza. Il recupero dei numerosi reperti, effettuato dai volontari della ProLoco di Castrocaro sotto la direzione di Elio Caruso, hanno potuto salvare dalla dispersione una preziosa fonte di studio sulla storia del castello e della città.

Lo studio di questi reperti ci permette di intravedere la presenza di una ampia varietà di tipologie, in grado di soddisfare le necessità locali.
Una parte degli esemplari che abbiamo potuto studiare è costituita da vasellame di uso popolare, destinato alla mensa e alla cucina, di produzione anche locale, realizzato con materiali economici e con decorazioni poco impegnative.
Accanto a questi esemplari di basso costo, riservati ai ceti “popolari”, riscontriamo la presenza di una produzione ceramica di ottima qualità, costituita da ciotole, piatti, boccali, saliere, albarelli, che fecero bella mostra nelle case e nei palazzi appartenenti ai ceti più abbienti.
E’ la conferma della presenza di una committenza esigente, che si rivolgeva in massima parte alle botteghe di Faenza. Altri esemplari sono invece riconducibili alle tipologie riminesi urbinati, e ferraresi.
E’ verosimile ritenere che Castrocaro, che dal 1403 fu per tutto il rinascimento e oltre sede di capoluogo della Romagna toscana, e quindi frequentata da una committenza colta e raffinata, emergesse economicamente rispetto agli altri luoghi della provincia, non certamente così ricchi da potersi permettere suppellettili pregiate.

I decori araldici e i segni dei diversi utilizzi che si ritrovano sul vasellame recuperato sono traccia delle antiche abitudini, delle preferenze e delle condizioni sociali di chi nella rocca ha abitato dal secolo XI al secolo XVII.
Tra le maioliche graffite spicca il bel piatto decorato con lo stemma mediceo.

I ritrovamenti di “zampe di gallo” a Castrocaro, ci consentono di affermare che anche nella nostra località erano attive botteghe di ceramisti e maiolicari. Le zampe di gallo erano distanziatori in terracotta a tre punte, che si interponevano tra un piatto e l’altro impilati per impedire che in fase di cottura le stoviglie si saldassero tra loro.

Assai interessante una pignatta in terra refrattaria dal diametro di circa 60 cm., certamente impiegata per la cottura dei pasti destinati alla truppa in forza alla rocca nel Cinquecento.